mercoledì 12 aprile 2017

Avanti Ottavanti! A Sesto Fiorentino



La nuova biblioteca di Sesto Fiorentino si trova in una località dal nome buffo ed evocativo: Doccia. L’edificio è il vecchio stabilimento della fabbrica Ginori, ristrutturato e riportato a nuova vita per accogliere libri, lettori, film, cinefili, giornali, pensionati trasformandosi in un nucleo che accoglie indistintamente chiunque abbia una curiosità da portare a spasso.
È un lunedì di fine marzo, quando la classe terza della scuola secondaria di primo grado Pescetti, attraversa la soglia della biblioteca per accomodarsi nella sala principale dove inizieremo fin da subito a giocare con le parole i nomi e le rime. Giusto per scaldare un po’ l’atmosfera.

Leggiamo Palazzeschi, Maraini, Roald Dhal e Piumini. I ragazzi si distendono ma c’è sempre un po’ di diffidenza all’inizio, perché quando sentono parlare di poesia mettono subito mano alla fondina del rifiuto; e invece.
Con il secondo incontro andiamo a pescarli in classe. Il primo serviva a stanarli, ma adesso che ci hanno annusati possiamo varcare il loro territorio senza timore. Vocio di corridoi e ricreazioni, tesserini per salire le scale e firme. In casa loro i ragazzi sono un po’ più sguaiati ma i nostri assi nella manica sono efficaci e riescono a catturare anche i più refrattari. Iniziamo a parlare di endecasillabi, versi con l’ultimo accento forte sulla decima sillaba. Apriamo una finestra sulla schema dell’ottava, sei versi in rima alternata e due in rima baciata ABABABCC. Gli sveliamo il trucco della concatenatio, ovvero dell’ottava successiva che riprende dalla rima lasciata dalla precedente: CDCDCDEE. Parliamo di rap, di improvvisazione, di sfide. Parliamo di contrasti, di poeti Bernescanti, di maggiolate e di oralità. A questo punto i ragazzi sono pronti a raccogliere il primo guanto di sfida. Il contrasto glielo forniamo noi: Maestro vs Alunni.

In questo mondo pieno d’ignoranza

A

Voi alunni non volete mai imparare

B

Che ciò che conta è sempre la sostanza

A

E sta nei libri che c’è da studiare

B

Ho perso la pazienza e la speranza

A

Con voi che sperperate ore a giocare

B

Verrà il triste dì della pagella

C

Che vi appesantirà cuore e cartella

C





















Se ve la sentite potete anche provare a rispondere un’ottava tra i commenti. I ragazzi divisi in gruppi scalpitano, e capirai, la parola lasciata per l’ottava di risposta dà il via a un rimario fatto di budella, mozzarella, cacatella, trivella, panzanella, bidella, fiatella, flanella… e chi più ne ha!

Il terzo incontro però chiude il cerchio. Adesso a loro tocca inventarsi il contrasto, cioè la sfida, la botta e la risposta. A volte però il tempo ci sfugge di mano e non ce la facciamo ad arrivare in fondo con le due ottave composte. Come in questo caso… Allora lanciamo un nuovo espediente.
Quattro ottave di quattro contrasti aperti alle più disparate risposte in rima. Bisogna rispettare i canoni dell’ottava. Concatenatio, rispondere partendo dalla rima lasciata dall’ottava. Endecasillibi, solo versi con l’ultimo accento forte in decima. Schema, sei rime alternate e due baciate.
Signori, a voi.

Acqua vs Fuoco
Nutellose

Io sono l’acqua, ovunque mi trovo
in ogni modo ti posso bloccare
per spegnerti mi basta che ci provo
e non c’è nulla che tu possa fare
Insieme ai temporali io mi muovo
e niente e nessun si può salvare
Io affondo quindi affogo ogni cosa
e tutto sui fondali poi riposa

Odio vs Amore
Minions

Non so come spiegarti il mio disprezzo
ti sputerei in faccia dalla rabbia
l’amore avrai capito ha poco prezzo
ti vorrei chiudere dentro a una gabbia.
Mi invii una tua foto e fai ribrezzo
quando ti vedo mi viene la scabbia
e se mi urti il sistema nervoso
ti ridurrò in un essere mostruoso

Confusione vs Ordine
Caproni Rock

Io creo per le strade un gran macello
Incendi, esplosioni, tutto all’aria
e a tutti voi pignoli mi ribello
Io sono assai peggior della malaria.
Dei geni io risiedo nel cervello
ma come ai polli t’attacco l’aviaria
infesto il mondo e sono la migliore
con me il casino regna a tutte le ore

Luce vs Ombra
Taì jí

Io son dell’mbra la sua antagonista
negli occhi sono il brillo degli amanti
tu devi scomparir dalla mia vista
io luccico più di mille diamanti.
Adesso tu non essere egoista
lasciami illuminar questi passanti
ché l’odio vive nell’oscurità
io invece sono una celebrità.





domenica 12 febbraio 2017

Noi formiamo poeti

  

Da quando è nata nell’ormai lontano 2003, la nostra associazione si è sempre dedicata alacremente a creare progetti sulla poesia. All’inizio da buoni novelli, cercavamo le soluzioni più complicate, lunghi percorsi di dieci incontri, pensati sui manuali di retorica e di linguistica. Era giusto, era una fase di ricerca ed è servita per assorbire le tecniche che lentamente sono evaporate fino all’essenziale.

Oggi, con i bambini della scuola primaria e della secondaria di primo grado, riusciamo a creare dei componimenti in rima in appena un incontro. Alla biblioteca di Vaiano avevamo due animazioni con i piccoli di seconda elementare. Il progetto in questione si chiama Che verso fa il poeta?

In circa novanta minuti riusciamo a tirar fuori due poesie di una decina di versi ciascuna, ma non prima di aver riempito l’ambiente dell’incontro con rime selezionate alla bisogna per attivare nei nostri uditori il senso del ritmo, il gusto per l’invenzione poetica nonché il piacere per le parole in rima. Nei primi minuti ci giochiamo sempre la carta del dialogo, creando un’atmosfera necessaria all’accettazione reciproca. Bambini e insegnanti non ci conoscono per cui è indispensabile che riescano a fidarsi di noi per arrivare a consegnarci creatività e percezioni. Inoltre quello della poesia è un gioco gentile e se non mettiamo in chiaro che le parole sono a portata di mano e che si possono anche inventare finiremmo per ottenere solo una lunga lista di verbi all’infinito.

Passati questi cinque minuti dove spesso mettiamo a nudo le nostre debolezze, il sonno, la fiacca, la fame, i dolori agli arti, estraiamo dalla valigia una poesia di Aldo Palazzeschi, E lasciatemi divertire. È stata scritta nel 1910 ma i bambini si fanno certe ghignate! Offre molti spunti interessanti, dalla rima all’onomatopea, dall’invenzione del linguaggio al ritmo altalenante dei versi misti. C’è un punto in cui il poeta mette in colonna le cinque vocali e ai bambini basta un cenno per conquistarli alla partecipazione corale. Vinta ogni resistenza verso un argomento che poteva risultare eccessivamente didattico passiamo al sempreverde Fosco Maraini, reso ancora più attuale da un video virale del Lonfo che qualche mese fa intasava le chat di adulti e adolescenti. Noi leggiamo E gnacche alla formica ammucchiarona. Il libro ovviamente è La gnosi delle fànfole. La formica ci dà il “la” a chiedere ai bambini se conoscono la fiaba di La Fontaine La formica e la cicala alla quale si ispira. A volte sì a volte no, ad ogni modo la raccontiamo con dei cerchi narrativi. Alla fine chiediamo da che parte stanno. I piccolissimi sono quasi sempre a maggioranza formica. Dalle medie in poi le cicale iniziano a far capolino più vivaci.

A questo punto leggiamo la versione di Maraini, con quell’enfasi necessaria a dar colore al linguaggio metasemantico che l’autore sfodera con nonchalance. Questa poesia ci apre la via a un libro del quale siamo innamorati ovvero Versi perversi di Roald Dahl, nella bellissima traduzione di Roberto Piumini. Sono tutti componimenti in rima che ripropongono fiabe classiche come I tre porcellini o Cappucetto rosso rivisitati con ironia e genialità proprie dell’autore de La fabbrica del cioccolato. Piumini poi è bravissimo nel restituirceli in versi endecasillabi in rima baciata. Con queste poesie si creano le basi necessarie per il laboratorio di invenzione poetica che adesso faremo con il nostro gruppo. Dividiamo la classe in due, Gialli e Rossi. Distribuiamo coppie di parole in rima gialle ai gialli e viceversa. Il primo passo che devono fare i bambini è riconoscere la parola che rima con la loro. A quel punto, su una lavagna a fogli mobili tracciamo una linea verticale per dare a ogni componimento il suo spazio vitale. Partiamo con i gialli? Partiamo con gialli… Beh a questo punto non c’è più molto da spiegare. Meglio lasciare la parola a loro.
Le coppie di parole in rima sono: festa-cresta, cori-colori, ragno-stagno, sale-vale, gatto matto



La festa di tutti i colori
Gruppo gialli

C’era una bella festa
Di un ragazzo con la cresta
Uccellini cantano i cori
Con tantissimi colori
Si arrampica il ragno
Su un ramo dello stagno
E per mangiare tanto sale
Ha chiamato la sua amica vale
Però arrivava un gatto
Che era proprio matto



Il gatto rock
Gruppo rossi

C’era un nero gatto
Sempre tutto matto
Mangiava pane e sale
Il nome del gatto era Vale
Tatuato a colori
Faceva tanti cori
Gli piaceva fare festa
Prendendosi la cresta
La cresta fatta a ragno
Bagnata nello stagno

lunedì 6 febbraio 2017

Doccia Dadaista


La pioggerella a spruzzolo ci ha bucherellato le gote, ma noi più spavaldi del ciuffo di Trump, andiamo a raccontar Duchamp. Il clima ci mette in gara? E giù coi ritagli di Tristan Tzara. Che soffi la bora o gli alisei, abbiamo in tasca foto di Man Rey?
Che il dado cada come cada, a Sesto oggi si fa arte Dada.

Arrivano… Una quarta elementare scalpita al portone in legno della biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino. Noi in valigia abbiamo una presentazione sul Dadaismo e le scatole ricolme di oggetti da mettere sotto l’occhio curioso, indagatore e critico di un gruppo di 25 dadaisti in miniatura.
Salve siamo Margherita e Andrea, oggi è stata più dura del solito arrivare fin qua… Non solo il calduccio del piumone, ma anche la pioggerella come aghi in faccia, non ci ha aiutato per niente. Ma diteci un po’ una cosa! Vi capita mai di fare qualcosa di assolutamente assurdo quando siete sovrappensiero o tra il sonno e la veglia? Come mettersi le scarpe e accorgersi di averne una di un tipo e una di un altro, o due sinistri? Svettano le mani in alto… Una rapina di racconti.
“A me una volta è successo che ho messo l’astuccio nel frigo” e ancora “Io una volta sono uscita in pigiama, cioè mi sono messa la felpa, il cappotto ma non mi ero accorta di non aver tolto il pigiama”. Forte la bambesia. Se solo sapesse che a noi succede regolarmente ogni domenica mattina e non perché siamo sovrappensiero ma per inedia.
Poi arriva uno e, un po’ per vincere la concorrenza, la spara grossa, ma la prendiamo per buona perché è grottesca. “Io una volta ero in bagno e ho inzuppato lo spazzolino nell’acqua del water”. Provocazioni? Tentativi di sovvertire l’ordine delle cose? Messa in discussione della realtà oggettiva? A otto anni no, ma i Dadaisti partivano proprio da lì. Questo gruppo di artisti che si espresse per un lustro tra la Svizzera e New York a partire dal 1916 aveva come manifesto fondante una profonda e incisiva rielaborazione del mondo convenzionale che aveva portato l’Europa in guerra. Ma come glielo spieghi ai bambini? Parola agli artisti. 
Cos’è questo? Un orinale! Beh si ma qui diventata una fontana. 
E questa chi è? È la gioconda, però ha i baffi e il pizzetto… E voi? Le avete mai disegnate le facce dei modelli o delle modelle delle riviste? Chi più ne ha. Denti neri,  corna, nasi, baffi e barbe. Brufoli e denti aguzzi, sigarette e occhi viola. Dadaisti nell’anima. Allora provate a spiegarci questo. Secondo voi perché Margherita può scrivere la frase: mentre aspettate, ricordate gente, ho escogitato ricette incredibili. O perché Andrea può scrivere: andando nelle discariche raccattai elementi artificiali.
Smitragliata di opinioni, le più disparate. Nessuna arriva al segno. La più singolare dice che siccome Andrea raccatta elementi artificiali allora Margherita può fare una torta. Risate. Ma non ci siamo. 

Lasciamo il quesito in sospeso e raccontiamo una storia che si chiama Coffe break di Tappari.
L’artista ha fotografato con un macro parti di una caffettiera che adesso sembrano altro. Un boia dalla lacrima facile, pesci a bocca aperta, Batman. Alla fine della storia i bambini riescono con un giro
di idee ad arrivare alla caffettiera. Allora forse sono pronti per mettere mano all’opera.







Li dividiamo in cinque gruppi e diamo loro le seguenti consegne. Dovranno osservare un oggetto che gli consegniamo, quini dovranno intervenire con aggiunte e modificazioni per farlo diventare altro. Infine dovranno scrivere una didascalia con ritagli di giornale che dia il senso della loro opera. Dovranno poi ripulire il tavolo di lavoro e lasciare l’opera proprio nel centro, in modo da creare un percorso come in un museo dove passeremo tutti insieme a vedere e farci raccontare gli elaborati.
Iniziamo. Una vecchia spillatrice rotta, una spazzola di saggina, una tazzina da caffè, un barattolo di alluminio bucherellato e dipinto di bianco e una rocca di filo di lana.
Confronti, conflitti, musilunghi, risate, esclamazioni, brusio e vocio… La tazzina va in frantumi. Silenzio. Ci avviciniamo al gruppo e, raccogliendo i pezzi, proponiamo ai ragazzi di lavorare con l’intervento occorso. Adesso la tazza è già qualcos’altro, ma può ancora trasformarsi, in cosa? Beh decidetelo voi.
Dopo quindici minuti i risultati sono esilaranti.
Los spazio viene preparato e la grande sala dei libri per ragazzi della biblioteca di Doccia si trasforma in una galleria d’arte.
La spillatrice è diventata una balena, ma non una balena normale bensì Una balena star, una volta una balena.



La spazzola di saggina è diventata il parrucchino di Dylan l’incredibile. 
I pezzi della tazzina hanno dato vita a un pesce che uscendo fuor d’acqua respira Un tocco di libertà. Il barattolo con il tappo del Scienza papera con un manifesto programmatico. Infine l’opera del conflitto. I bambini artisti si sono scontrati, arrabbiati, hanno fatto e disfatto. Si sono mangiati il tempo e non sono riusciti a fare il collage di parole e Miscuglio di forchette, boso anzi iboso che sembra un coso. E loro malgrado non potevano essere più dadaisti di così.
scontenti del loro risultato hanno chiamato l’opera
termos è diventato un papero robot che annuncia la sua





Bene l’incontro è finito e possiamo lasciare la stanza… Ma i pargoli non se ne vanno vogliono sapere perché Margherita ha scritto, mentre aspettate, ricordate gente, ho escogitato ricette incredibili e Andrea, andando nelle discariche raccattai elementi artificiali. Beh noi glielo abbiamo detto e loro hanno fatto… Aaaaaah! Ecco perché.
Secondo voi?
Un saluto


Alla prossima.